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Torino: le copertine delle tesi di laurea si fanno in 3D

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tesi di laurea in 3 d
«Nella tesi di Ilaria Calafati ci si può specchiare. La copertina, incorniciata da una stoffa luccicante, è una superficie riflettente, con appiccicati in rilievo gioielli e una borsetta in miniatura. Il titolo è «Specchio, specchio delle mie brame». «Quale modo più eloquente per parlare del marketing dei beni di lusso, che era l’oggetto della tesi, e del rapporto con il desiderio», spiega Maria Grazia Turri, docente a contratto dell’Università di Torino, dove insegna linguaggi della comunicazione aziendale. E ha deciso di far fare ai suoi studenti la copertina della tesi in 3D. Niente a che vedere con l’anonimo formato standard, in caratteri e colori preconfezionati dalle copisterie.

Per parlare di street food la studentessa Sara Gargano ha incollato, su sfondo color asfalto, hot dog e patatine di plastica. Evelina Bindello ha studiato i consumi di caramelle degli adolescenti, a partire dalle emozioni base del cervello e dalle neuroscienze: sulla copertina di cartone ha disegnato un grande cervello, in bianco e nero, sopra ci sono le statuette con i personaggi del film d’animazione Inside Out, da Gioia a Disgusto. Le tesi, almeno da fuori, sembrano opere d’arte, in alcune prevale l’ironia, altre fanno riflettere. «Ho proposto ai miei studenti di trasformare la copertina in un brand personale - spiega - è un modo per presentarsi alle aziende, o per proseguire gli studi, e dimostrare che non solo conoscono le teorie della comunicazione, ma le sanno utilizzare con originalità». L’idea è a metà tra realizzare uno spot alla propria tesi e riflettere la celebre massima di McLuhan, «Il medium è il messaggio».

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