Offerte lavoro



 
 

 

Employer Branding: la ricerca delle informazioni

2 - 4 minuti Tempo di lettura

image3c 900x473

Fin da giovane era sempre stato molto sportivo il direttore delle risorse umane.

Un ex calciatore che dopo aver avuto esperienze di corsa su lunghe distanze si era appassionato prima al trial e poi alla mountain bike.

Bella la montagna e l'avventura tra i boschi.

L'avventura gli era sempre piaciuta e anche nei viaggi in motocicletta che lo portarono a visitare un po' tutta Europa negli anni '90, il lasciarsi trasportare dall'istinto per poi ritrovare la strada grazie ad una cartina stradale protetta dalla borsa da serbatoio era un regalo che era solito concedersi per sentirsi vivo.

Per il quarantesimo compleanno gli amici gli regalarono un gps così da permettergli di vivere le gite in mountain bike senza lo stress di dover sempre controllare il percorso.

Comodo certamente, ma l'amore per l'avventura lo portava sempre a guardare quell'utile strumento con un po' di diffidenza rispetto al suo istinto.

In fondo già da bambino giocava con gli amici nel cortile sotto casa e non si faceva mai scappare l'occasione di scavalcare un cancello per recuperare il pallone o strisciare come un giaguaro per riprenderlo sotto una macchina.

Questo suo amore per l'avventura lo aveva lasciato sempre un po' indifferente, in età matura, ai progressi tecnologici e, oggi, questo distacco gli comportava un minimo di arretramento nei confronti dei colleghi molto più giovani che con quella tecnologia erano cresciuti e affrontavano il loro divenire umano e professionale.

Bastavano quindici anni in meno e la vita aveva un sapore totalmente diverso. Un sapore buonissimo in entrambe i casi ma quasi opposto. Un po' come la cioccolata che agli adulti piace amara e ai giovani al latte.

Un giorno di settembre, nell'accompagnare il figlio quattordicenne agli allenamenti di calcio, gli capitò di essere aiutato più di una volta nell'utilizzo di alcune App create per controllare il consumo di calorie e per indicare i migliori esercizi da effettuare nel potenziamento dei quadricipiti femorali. L'aiuto arrivò dal figlio e dai suoi compagni di squadra durante una discussione pre-allenamento. Dovette riconoscere a se stesso che il passo delle nuove generazioni rispetto alla tecnologia era veramente diverso.

Finita la fase pre-riscaldamento i ragazzi entrarono in campo e ancora un po' stordito dalle spiegazioni delle giovani promesse del calcio, decise di rimanere a guardare gli allenamenti.

Nel guardare il figlio e gli amichetti allenarsi si accorse di un evidente diversità di atteggiamento nell'approccio al gesto atletico rispetto a come lui lo aveva sempre inteso. Sicuramente più veloci e più potenti dimostravano però una minore attitudine a “buttarsi”.

Passati alcuni minuti, decise di recarsi dagli allenatori per chiedere il come mai di questa particolarità. A rispondere fu l'allenatore dei portieri. Un ex atleta con una esperienza importante e, soprattutto, con un'età considerevole che lo faceva affacciare ai settanta. Fu secco e tranchant: ”Provi a chiedergli di scavalcare quella ringhiera, di saltare da quel muro o di arrampicarsi su un albero!”.

Effettivamente a modificare l'atteggiamento e la percezione del rapporto con lo sport era insindacabilmente il vissuto differente. Quei giovani più svegli, più tecnologici, più forti e veloci non si erano mai confrontati con la follia, tipica dei ragazzini dei suoi tempi, di recuperare il pallone in una scarpata o nel giardino della famosa padrona dell'alano arlecchino. Erano diversi da lui.

Fu chiaro che il proprio sentire e le proprie certezze relative al sentire e al comportarsi di altri individui si basavano sul suo vissuto personale o su stereotipi che poco avevano a che fare con la realtà.

Capì chiaramente che la sua esperienza non era in grado di permettergli la comprensione del sentire e del vivere di individui che avevano avuto percorsi di crescita diversi. Fu una bellissima rivelazione.

Il giorno successivo, recatosi presto al lavoro, entrò sicuro di se in sala riunioni e sedutosi all'estremità opposta del tavolo ovale prese la parola.

“Buongiorno a tutti. Ieri ho riflettuto molto sulla campagna che abbiamo intenzione di fare per comunicare la nostra volontà di aprire le selezioni ai giovani neolaureati del Sud. Ho riguardato le proposte che avevo presentato e mi sono convinto che è impossibile sapere a priori se saranno di loro gradimento. Noi non siamo giovani neolaureati del Sud e gli unici che possono indicarci cosa gradiscono e cosa non gradiscono i neolaureati del Sud sono solo i diretti interessati. Prima di commettere errori che ci costerebbero soldi e tempo consiglio di fare una bella ricerca per studiare approfonditamente questa platea!”.

Quella sera tornato a casa si sentì molto sollevato. A renderlo ancora più felice fu il fatto che un'altra ricerca che aveva effettuato la mattina presto gli salvò il rientro. Prima di uscire di casa e di decidere cosa portare, controllò le previsioni del tempo e anche se si sarebbe aspettato il contrario, era prevista pioggia. L'ombrello fu una salvata!

Giuseppe Caliccia
caliccia | 
www | 
linkedin


Autore di Guida pratica all’employer branding, Franco Angeli edizioni

Gallery