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Best place to work 2011: no alla carriera

1 - 2 minuti Tempo di lettura


Best_Place_to_WorkRieccoci all’appuntamento con il Best Place to Work, ovvero la graduatoria stilata annualmente dal prestigioso magazine Fortune.
Ai primi posti dell’indagine di quest’anno SAS, Boston Consulting Group, Wegmans Food Markets e l’onnipresente Google.
Questo il post di Fortune dove scoprire i primi 100 classificati e molti approfondimenti.

Una riflessione a caldo: la valutazione si basa su una serie di interviste a campione fatte ai lavoratori delle imprese di tutto il mondo. Le domande sono incentrate su sicurezza, stipendio, tempo libero, clima aziendale e tra colleghi.
Sembrano però mancare all’appello le opportunità di carriera e l’estero.

La mobilità verso l’estero è spesso richiesta in fase di colloquio e assunzione, e così le ambizioni personali connesse alla volontà e possibilità di fare carriera.
Nell’immaginario del miglior posto dove andare a lavorare assumono però un ruolo marginale.

Evidentemente la crisi ha limitato l’attenzione verso alcuni elementi accentuandone quella verso altri, quali la sicurezza contrattuale, uno stipendio decoroso, il sostegno aziendale, il rispetto e la fiducia tra colleghi, oltre che benefits più originali, capaci di rendere il luogo di lavoro stimolante e divertente. Palestre, centri massaggio, sale cinematografiche, lavanderie gratuite, persino muri di arrampicata libera e scooter elettrici che scorazzano per gli uffici.
Qualcuno ribatterà: “Certo, benvenuto nella Weconomy! Oggi le ambizioni del singolo scendono in secondo piano. La felicità e il benessere collettivo: questo conta.”
Effettivamente sono molti i segnali a sostegno di una crescente Economia Pop(ular): partecipativa, frizzante, solidale, sostenibile. Meno individualista, forse meno ambiziosa.
Giovani e non più tali stanno trasformando l’approccio con il quale affrontare il lavoro. Sono spinti inizialmente da necessità e ristrettezze economiche, che si trasformano con il tempo in prese di coscienza e scelte di vita.

E voi cosa ne pensate?
Quali elementi mettereste sul podio della vostra personalissima Best Place to Work?



Giulio Xhaet

31 gennaio 2011

Foto di Glen_Wright

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