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Il Festival del giornalismo premia gli "eretici digitali"

2 - 3 ' di lettura

giornalismoSei giornalista, hai meno di 35 anni e hai realizzato nell’ultimo anno inchieste sul Web? Il premio Eretici digitali, organizzato dagli autori dell’omonimo libro, Massimo Russo e Vittorio Zambardino, e dagli organizzatori del Festival Internazionale del giornalismo di Perugia, potrebbe essere un’ottima occasione per far conoscere il tuo lavoro.

Per partecipare al concorso, alla terza edizione, è necessario aver pubblicato in Rete reportage giornalistici che fanno un uso innovativo di Internet, nel periodo che va dal primo gennaio al 31 dicembre 2011.
L’inchiesta può essere scritta in italiano o in inglese ed è indispensabile che i partecipanti non abbiano superato il trentacinquesimo anno d’età.

La candidatura va inviata via e-mail all’indirizzo eretici@festivaldelgiornalismo.com entro il 28 febbraio 2012, indicando nell’oggetto “Candidatura premio eretici digitali”.
I finalisti saranno nominati ufficialmente il prossimo 31 marzo e i vincitori saranno premiati durante il Festival del giornalismo, che quest’anno si svolgerà dal 25 al 29 aprile nel capoluogo umbro. La dotazione finale è di 10mila euro, sponsorizzati da Google, che possono essere divisi anche tra più vincitori.
I lavori saranno esaminati da una giuria, composta da Christopher Potter, direttore del Festival del giornalismo, Massimo Russo e Vittorio Zambardino, autori di “Eretici digitali”, Mario Tedeschini Lalli, docente di storia del giornalismo e giornalismo digitale e membro del comitato direttivo della Online News Association, organizzazione no-profit impegnata nell’ambito del giornalismo digitale.
Tutte le altre informazioni sul premio sono disponibili sul portale del Festival di Perugia.

La pubblicazione che ha ispirato il concorso è un fortunato lavoro del 2009 di due giornalisti, esperti di informazione Web, che hanno analizzato a fondo le sfide, e anche i rischi, legati a Internet e al digitale. Da qui l’idea di scovare e premiare “gli eretici digitali”, ossia coloro che fanno della Rete un veicolo innovativo di diffusione dei propri reportage.
Per farsi un’idea, lo scorso hanno ricevuto il riconoscimento progetti come Wave, piattaforma che ha dato voce ai problemi delle donne indiane residenti in zone sub-urbane, oppure Goudou Goudou, il racconto di cinque giornalisti haitiani della ricostruzione dopo il disastroso terremoto del gennaio 2010, e L’isola dei cassintegrati, testimonianza della vicenda degli operai in cassintegrazione della Vinyls di Porto Torres, che dal 24 febbraio 2010 si sono barricati nel carcere dell’Asinara, in segno di protesta e per attirare l’attenzione di media e opinione pubblica sul proprio caso.
Tutte e tre le iniziative hanno avuto una grandissima visibilità in Rete e hanno mostrato una singolare capacità di raccontare tematiche di forte rilevanza attraverso modalità del tutto inusuali di utilizzo del Web.


Chiara Del Priore

25 gennaio 2012



Foto di CapitanGiona

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