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Premio Ilaria Alpi, il ricordo e la ricerca della verità

2 - 3 ' di lettura


premio_ilaria_alpiLo scorrere del tempo non ha cancellato i punti interrogativi che rendono ancora poco chiara l’uccisione di Ilaria Alpi. Il 20 marzo di 18 anni fa la giornalista del Tg3 e l’operatore Miran Hrovatin sono uccisi a colpi di kalashinkov a Mogadiscio, dove erano andati per seguire e testimoniare la guerra civile somala.
Da allora, il ricordo della cronista rivive ogni anno con il premio giornalistico a lei intitolato, destinato a servizi e inchieste televisive. Un’occasione per celebrarne la scomparsa, ma anche per mantenere viva l’attenzione su una vicenda dove finora incertezza e interpretazioni contrastanti hanno avuto la meglio sul desiderio di fare giustizia.

Al concorso possono partecipare gli autori di notizie e reportage, realizzati dopo giugno 2011 e trasmessi su tv digitali o satellitari, che rientrano nelle sezioni: miglior reportage italiano, miglior reportage internazionale, premio internazionale Miran Hrovatin, premio miglior servizio da tg, premio miglior servizio delle tv locali e regionali, premio IA doc RAI e premio della critica. Da quest’anno si aggiunge una nuova categoria, dedicata ai contenuti giornalistici prodotti per il Web.
Per partecipare è necessario inviare alla segreteria organizzativa del premio (indirizzo indicato nel bando), entro le ore 12 del prossimo 31 maggio, il servizio in uno dei formati indicati e in duplice copia DVD per l’archivio Ilaria Alpi, oltre alla domanda, scaricabile dal sito, interamente compilata e firmata. L’iscrizione online è obbligatoria. Ogni candidato può concorrere con un solo filmato, ad eccezione delle sezioni dedicate ai reportage internazionali e ai servizi per i tg.

I contributi saranno esaminati da una giuria di giornalisti, scrittori , autori e registi: tra i nuovi membri di quest’anno il regista Mimmo Calopresti e i giornalisti Riccardo Bocca de “L’Espresso” e Paolo Ojetti de “Il Fatto Quotidiano”. La cerimonia di premiazione si svolgerà dal 6 all’8 settembre 2012 a Riccione, in occasione dei festeggiamenti per i 90 anni del Comune.

Dall’apertura delle indagini a oggi sono ancora numerosi i nodi da sciogliere: l’ipotesi più accreditata è che la giornalista abbia portato alla luce traffici illegali di armi e rifiuti tossici, in cui probabilmente erano coinvolti anche esercito e altre istituzioni italiane. Le commissioni di inchiesta hanno successivamente fornito diverse spiegazioni del caso. A gennaio 2011 sono state riaperte le indagini sul caso, senza approdare ancora a nessuna verità giudiziaria definitiva.


Chiara Del Priore

28 marzo 2012

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