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- Allo stato attuale della tecnologia e della conoscenza, ritiene che sia immaginabile una sostituzione completa delle fonti di energia esauribili a favore di quelle rinnovabili?

R.K. Tutto il mondo deve imparare a sfruttare nuove forme di energia. L’impennata dei consumi energetici va contrastata con soluzioni sostenibili che non comportino un’ulteriore produzione di gas serra, inquinamento o rifiuti di cui dovranno farsi carico le generazioni future.
Il vento è una fonte energetica sostenibile, inesauribile e pulita. In poco tempo può essere ottenuta un’elevata capacità produttiva che consentirebbe alle grandi potenze economiche, comprese quelle emergenti, di raggiungere l’auspicata indipendenza energetica. Sono queste le ragioni per cui consideriamo il vento una fonte energetica moderna.
Vestas, leader mondiale nello sviluppo, produzione, vendita, installazione e manutenzione di turbine eoliche, s’impegna da 30 anni per lo sviluppo e la diffusione della tecnologia eolica e perché l’energia prodotta dal vento sia riconosciuta come parte integrante e fondamentale del mix energetico. La vision di Vestas è, non a caso, Wind, Oil and Gas. Con queste parole, ci battiamo per fare del vento una fonte energetica alla pari con le fonti tradizionali quali petrolio e gas.


- I costi di un’operazione simile rappresentano certamente un limite. I contributi economici delle istituzioni potrebbero risolvere il problema?

R.K. In Vestas crediamo che l’energia eolica porti con sé numerosi vantaggi e, pertanto, dovrebbe essere incoraggiata. L’eolico contribuisce all’indipendenza energetica, alla riduzione delle emissioni di CO2 nell’ambiente e produce energia senza utilizzare acqua, una risorsa attualmente sempre più scarsa. Non da ultimo, l’energia eolica crea più posti di lavoro per MWh prodotto rispetto alle fonti energetiche tradizionali.
E’ importante, inoltre, considerare alcune esternalità che spesso non sono prese in considerazione quando si parla di prezzo dell’energia: i costi delle fonti di energia inquinanti che gravano sulla società e sull’ambiente. Le fonti energetiche dovrebbero, pertanto, essere valutate sulla base del loro costo complessivo, esternalità comprese.
Riteniamo poi che i contributi economici non rappresentino l’unica soluzione per lo sviluppo dell’energia eolica, che necessita anche di un ulteriore sviluppo della rete e di processi autorizzativi armonizzati.


- Che diffusione ha l’energia eolica tra le energie rinnovabili? E quali potenzialità di sviluppo?

R.K. Il 2009 ha rappresentato un anno record per l’eolico in Italia, in Europa e nel mondo superando di diversi punti percentuali i livelli del 2008. Secondo le statistiche dell’EWEA, la European Wind Energy Association, l’Europa ha raggiunto 74.767 MW installati, mentre l’Italia ha toccato i 4.850 MW di potenziale eolico – il 30% in più rispetto allo scorso anno - posizionandosi così al 3° posto in Europa e al 6° nel mondo.
Secondo quanto riportato dal GWEC, Global Wind Energy Council, il potenziale eolico mondiale è cresciuto del 31% nel 2009. Per quanto riguarda il nostro Paese, l’anno appena concluso ha fatto registrare per il settore eolico italiano un nuovo record assoluto sia in termini di potenza installata, sia per quanto riguarda la produzione elettrica pari a circa 6.7 TWh, equivalenti al 2.1% del consumo interno lordo.
Questi dati affermano un trend positivo del nostro Paese che, seppur ancora non al livello dei principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di rinnovabili al 2020.
A conferma della costante crescita dell’eolico giungono i dati dell’EWEA sulla produzione di energia da fonte eolica, rispetto alle altre fonti rinnovabili, che si è più che quadruplicata, passando da una percentuale del 2.2% nell’anno 2000 al 9.1% nel 2009.


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Ritenete che oggi puntare sulla green economy possa essere la carta vincente per conquistare la Generazione Y e inserire i migliori neolaureati nel vostro organico?

B.B.A. I ragazzi della Generazione Y sono molto attenti al dibattito sulle soluzioni climatiche in quanto il tema “ambiente” è oggi in grado di influenzare molte delle loro decisioni. In Vestas abbiamo la fortuna di toccare con mano l’interesse che molti giovani stanno sviluppando verso le tematiche ambientali, da desiderare di lavorare per un’azienda impegnata nella ricerca di soluzioni energetiche rispettose dell’ambiente, come ad esempio l’energia eolica.

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Lavorare nella green economy richiede competenze tecniche di settore molto recenti? L’università è in grado di sopperire a questo bisogno?

B.B.A. Le competenze di cui necessitiamo non sono molto diverse da quelle necessarie in altre aziende manifatturiere ad alta tecnologia, come ad esempio vale per ingegneri elettrici, meccanici e aerodinamici. Allo stesso modo, abbiamo anche esigenza di ingegneri energetici.

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Le energie rinnovabili sono al centro dell’attenzione e intorno ad esse ruota un settore in rapida espansione. Ritiene che oggi specializzarsi in questo settore possa essere un investimento sulla propria futura employability?

B.B.A. Credo che i giovani dovrebbero scegliere il percorso di carriera che trovano più interessante e valorizzante. Se fossero interessati a lavorare nel settore delle energie rinnovabili allora sarebbe certamente un vantaggio se costruissero le loro competenze all’interno dell’area professionale a cui il settore è interessato.

- A fronte della crescente sensibilità verso il tema della preservazione del pianeta, ritenete che i mezzi di discussione resi a disposizione dal web 2.0 siano un’opportunità per il vostro posizionamento sul mercato del lavoro?

R.K. Vestas promuove lo sviluppo sostenibile a livello locale e globale, lavorando a 360° allo sviluppo di un’alternativa competitiva al petrolio e al gas. Per questo motivo, oltre che per la sua impronta internazionale, Vestas costituisce un’attrattiva interessante per tutti coloro vogliono intraprendere una carriera in un ambiente internazionale, dinamico e impegnato sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2.
Senza dubbio oggi, i giovani sono molto più consapevoli e informati rispetto al passato circa la necessità e l’urgenza di agire per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni e ciò si riflette in tutte le forme offerte dai moderni mezzi di comunicazione e, in maniera particolare, nella rete, uno dei mezzi di comunicazione più veloci e reattivi del nostro secolo.


Andrea Benedetti

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