Cosa succede davvero dopo un colloquio? Il dietro le quinte che (quasi) nessuno ti racconta


Hai appena finito un colloquio di lavoro e ti stai facendo la domanda più comune di tutte: “E adesso cosa succede?”
Che tu abbia avuto una buona sensazione o meno, l’attesa dopo un colloquio è spesso la parte più stressante del processo di selezione. Passano giorni, a volte settimane, e il silenzio può farti pensare che qualcosa sia andato storto.

In realtà, la verità è che dopo un colloquio si attiva un processo preciso, con tempistiche variabili e passaggi interni che non sempre sono visibili a chi si candida. A spiegarlo è Fabio Pezzolla, HR Consultant del Gruppo Umana, una delle principali realtà italiane nei servizi HR, intervistato nella rubrica Job Learning di Job Meeting.

Vediamo quindi cosa accade davvero dopo un colloquio e come comportarsi per aumentare le tue probabilità di successo.

Dopo il colloquio l’HR prende appunti e registra le impressioni

Appena termina il colloquio, il recruiter fa una cosa molto concreta: prende appunti a caldo. È un passaggio fondamentale, perché serve a fissare le prime impressioni e a registrare dettagli emersi durante la conversazione. Non si annotano solo informazioni tecniche, ma anche aspetti più “umani”, come la sicurezza, la chiarezza nelle risposte o eventuali elementi particolari notati durante l’incontro.

Fabio sottolinea una distinzione importante: l’impressione arriva subito, ma la decisione no.

La decisione non è immediata perché avviene un confronto tra candidati

Dopo gli appunti, arriva la fase più rilevante del processo di selezione. Il tuo profilo viene confrontato con le candidature precedenti e con quelle ancora da valutare. Questo confronto segue criteri che cercano di essere il più possibile oggettivi, tra cui:

competenze tecniche, soft skills, percorso di formazione e ultime esperienze.

Per i candidati più giovani, ad esempio, il livello di formazione può incidere molto, perché spesso è l’elemento che meglio racconta il potenziale.

Questo significa che anche un colloquio andato bene può non trasformarsi subito in una risposta immediata. L’azienda ha bisogno di un quadro completo prima di scegliere.

Quanto tempo ci vuole per avere una risposta dopo un colloquio

Una delle domande più frequenti è questa: dopo quanti giorni arriva una risposta? La verità è che dipende. Fabio spiega che i tempi tecnici si allungano soprattutto nelle aziende grandi e strutturate, perché il recruiter deve seguire un iter interno.

Questi passaggi includono confronti con il team, allineamenti con il responsabile di reparto e verifiche su più livelli. È proprio per questo che aspettare non significa automaticamente che il colloquio sia andato male.

Mail di follow up dopo un colloquio. Quando inviarla e perché conviene

Se dopo diversi giorni non ricevi notizie, può essere utile inviare una mail di follow up. È una strategia semplice ma efficace, perché ti permette di mostrare interesse e professionalità senza risultare invadente.

Il consiglio di Fabio è chiaro: aspetta almeno 7-10 giorni. In questo modo eviti di apparire pressante e dai il tempo all’azienda di completare la valutazione. Una mail breve e ben scritta è sufficiente. Puoi ringraziare per l’opportunità, confermare il tuo interesse e chiedere se ci sono aggiornamenti sul processo.

In conclusione. Il silenzio dopo un colloquio non è sempre un no

Il colloquio finisce, ma il lavoro dell’azienda continua. Prima si prendono appunti, poi si confrontano le candidature, infine si seguono iter e tempi tecnici che variano in base all’organizzazione interna.

Se stai aspettando una risposta, non farti bloccare dall’ansia. Spesso il silenzio è solo parte del processo. E se vuoi distinguerti, una mail di follow up nel momento giusto può fare la differenza.


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