Capire come funziona il mondo del lavoro significa anche conoscere i reali meccanismi della selezione del personale. Spesso si pensa che tutto si giochi durante il colloquio, ma in realtà i recruiter utilizzano diversi strumenti per valutare in modo approfondito competenze, attitudini e comportamenti dei candidati.
È proprio da questa esigenza che nasce Job Learning, la rubrica di Job Meeting pensata per orientare studenti e giovani professionisti, offrendo uno sguardo concreto su ciò che accade davvero durante i processi di recruiting.
In uno degli episodi di Job Learning abbiamo approfondito una domanda fondamentale per chi cerca lavoro: quali strumenti utilizza un recruiter oltre al colloquio individuale?
A rispondere è Martina Sbrogiò, HR Consultant del Gruppo Umana, una delle principali realtà nazionali nei servizi HR.
La selezione del personale non si ferma al colloquio
Il colloquio individuale resta un momento centrale, ma non è sufficiente da solo per valutare un candidato. Oggi la selezione del personale è un processo strutturato che combina strumenti diversi, con l’obiettivo di osservare le persone in contesti il più possibile realistici.
I recruiter cercano infatti di andare oltre il curriculum vitae, per comprendere come un candidato pensa, agisce e interagisce in situazioni simili a quelle lavorative.
Assessment di gruppo e gamification
Tra gli strumenti più utilizzati troviamo gli assessment di gruppo, attività che coinvolgono più candidati contemporaneamente. Queste prove permettono ai recruiter di osservare dinamiche relazionali e comportamentali fondamentali nel contesto professionale.
In particolare, attraverso gli assessment è possibile valutare le competenze trasversali, come:
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capacità comunicative
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problem solving
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lavoro di squadra
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leadership
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gestione dello stress
Accanto agli assessment tradizionali, sempre più aziende utilizzano anche esperienze di gamification. Attraverso simulazioni e meccaniche di gioco, il recruiter può osservare il comportamento dei candidati in modo più spontaneo, riducendo la rigidità tipica delle selezioni più formali.
Test cognitivi, test attitudinali e business case
Oltre alle prove di gruppo, il processo di selezione può includere anche:
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test cognitivi, utili per valutare capacità logiche e di ragionamento
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test attitudinali, che aiutano a comprendere inclinazioni, motivazioni e potenziale
Un altro strumento molto diffuso è il business case, spesso proposto sotto forma di role play. In queste prove viene simulata una situazione lavorativa reale per osservare come il candidato reagisce, prende decisioni e gestisce problemi concreti.
Perché è importante conoscere questi strumenti
Conoscere i diversi strumenti di selezione aiuta i candidati a prepararsi meglio, affrontare i processi di recruiting con maggiore consapevolezza e ridurre l’ansia legata al “solo colloquio”.
Sapere che la valutazione non si basa esclusivamente sulle risposte date durante un’intervista permette di valorizzare anche competenze pratiche, comportamentali e relazionali, sempre più richieste dalle aziende.
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